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◗ About me

Luca Soncini nasce a Parma nel maggio del 1980. Grazie ad una buona predisposizione per il disegno, si iscrive al liceo artistico Paolo Toschi di Parma dove si ritrova presto immerso in un nuovo mondo, composto da caratteri tipografici, lavagne luminose, argilla e vernici di ogni tipo. Una sorta di piccolo paradiso per una mente fantasiosa di tipo artigianale. Il fermento culturale di quel posto, il rapporto coi professori, sono elementi forti che accompagnano lo sviluppo della sua persona ai mutamenti, in quegli anni sempre più incuriosita e motivata dal desiderio di intraprendere un proprio percorso artistico. Terminato il liceo si iscrive e si diploma all'Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano, dove riesce a confrontarsi con giovani artisti. Sono anni di ulteriori stimoli. La sua sperimentazione si amplia parallelamente tra pittura, collage, incisioni e piccole installazioni. Arrivano le prime esposizioni. Alcune sue opere calcografiche vengono selezionate per essere allestite nel Museo Bodoniano della Pilotta di Parma in occasione della mostra "Parmigianino e il Manierismo europeo". Nel 2003 vince il premio Helios Arts Award (sezione Innovative) bandito dalla BP Italia presso il Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Nel corso degli ultimi anni ha esposto in diverse città italiane tra cui Milano, Roma, Parma, Cremona, Torino, Monaco, Genova, Bologna, Napoli e Lecce. Attualmente vive e lavora a Parma.

Luca Soncini was born in Parma (italy) in May 1980. Thanks to an innate inclination for drawing, he applied for the “Paolo Toschi” art high school in Parma, where he soon found himself immersed in a new world made of typographical characters, lightboards, clay and paint of any sort. A kind of little paradise for an imaginative and creative mind. The cultural ferment of the school and the relationship with the professors are strong elements that shoved changes in his personality, increasingly intrigued and motivated by the desire to embark on his own artistic journey. After completing high school he attended and graduated at the “Accademia delle Belle Arti di Brera” in Milan, where he had the chance to meet other young artists; those years were characterised by further motivations and inspirations. His experimentation ranged from painting, to collage, engravings and small installations at the same time. The first shows arrived: some of his chalk works are selected to be set up in the Bodoni Museum in Parma during the exhibition "Parmigianino and European Mannerism". In 2003 he won the Helios Arts Award (Innovative sector) by BP Italia at the Museum of Science and Technology in Milan. Over the last few years he has exhibited in several Italian cities including Milan, Rome, Parma, Cremona, Turin, Monaco, Genoa, Bologna, Naples and Lecce. Currently he lives and works in Parma.

◗ Brevi cenni critici

"Mi piace molto Luca Soncini perchè è sempre elegante anche nell'esprimere l'orrendo umano."
di Lorenza Cavatorti


“Il vasto bacino iconografico a cui Luca Soncini attinge è composto da gran parte del nostro panorama contemporaneo, un archivio enorme d’ immagini che spaziano dal più colto citazionismo cinematografico, internet, B movie, fiabe e riferimenti alla tradizione personale e collettiva.
Nelle sue ultime illustrazioni è riscontrabile non solo il filo conduttore del destino ridicolo e beffardo, ma soprattutto il non sense e quindi il ribaltamento del significato comune che automaticamente rimette in gioco le nostre naturali percezioni. L'artista elabora un linguaggio pertente ma allo stesso tempo carico di visioni ribaltate provenienti quasi da mondi paralleli. 
Tutto questo confluire d’emozioni, la figura umana e non umana sempre al centro dell’operazione artistica, colori che delineano più stati d’animo e riferimenti che oscillano tra cultura bassa e alta, non ingabbiano il lavoro di Soncini ma lo lasciano libero di viaggiare e spaziare in più mondi, esattamente come il suo piccolo coniglio perso nell’iperspazio.”

“Il non sense ci salverà, forse” di Valentina Rossi.

 

“Cambiare idea o cambiare punto di vista è proseguire un percorso. 
Un pensiero statico è un binario morto.
Luca Soncini usa vari materiali e forme artistiche rendendo così flessibile un'idea, un punto di vista: nella sua arte vi è disponibilità ad una continua e diretta comunicazione.
Nella pittura ad olio sviscera sguardi crudissimi, tratti gelidi e completamente indipendenti dalle sculture intime e vissute, create coi materiali poveri.
I ritratti reinterpretati nelle sue fotografie di arte digitale rimangono comunque lontani dai suoi lavori di collage: carta e stoffa, stratificazioni emotive che vengono a galla per poi subire un adesione alla materia. Appunti concreti delle proprie opinioni che si raggruppano tutte attorno al suo sistema, al suo cardine.
È il cardine delle porte di Kim Ki Duk, che non hanno muri ma sono indispensabili per segnare i limiti spaziali. È il cardine invisibile sul quale si tira il filo per disegnare un cerchio perfetto, che comprende tutto il proprio sistema. Così il punto di riferimento di Luca Soncini è se stesso e non ha paura di spaziare nelle sue creazioni tramite una forma oppure un altra.”

di Corinna Conci


“Con l'accostamento apparentemente casuale di elementi incongrui e la scoperta di seconde letture negli oggetti e nelle immagini più ovvie e banali Luca Soncini, da fotografo, riflette sui codici espressivi e semantici della visione, si tratti dell'esperienza quotidiana, dei suoi feticci e dei suoi scarti o del repertorio iconografico dell'arte. 
La sua pittura si muove invece in un solco che si può definire espressionista mostrando attraverso il tratto essenziale, le dissonanze cromatiche, la composizione frammentaria una visione più coinvolta e sofferta dell'esistenza.”

“Without” di Stefano Iatosti


“Ha sperimentato una personale visione artistica dell'erotismo attraverso un segno fluido, che si fa meta del movimento. È una concezione intellettuale dell'Eros, in cui la mente penta crocevia di linguaggi espressivi, traendo ispirazione dalla narrativa con evidenti richiami alle correnti americane degli anni Sessanta. 
Le sue incisioni erotiche si svelano così al riparo da occhi indiscreti, si disperdono nel tempo e nello spazio. Oscure come fantasmi. Fanciullesche e destabilizzanti come sassi lanciati a pelo d'acqua.”

“Erotic Art” di Sabrina Falzone


“L'ironia di visioni surreali, quella degli accostamenti incongrui, materie e concetti che si cercano, si scoprono, si alleano e mettono alla berlina il serioso tormentarsi della quotidianità.
La creatività di Luca Soncini si adopera per dare la stura a visionarietà in cerca di insolito equilibrio, per modulare un linguaggio d'arte fuori dagli schemi del consueto, per bilanciare i canoni formali delle tradizioni e quelli dell'innovazione. 
Realtà contemporanee, mondi oggettivi e singolari ossessioni, natura ed artificio, si posizionano in un collage desacralizzato, di terreno simbolismo, un piano dove fare i conti con le proprie angosce, con la propria capacità di guardarsi dentro.

“Immaginare l'impossibile” di Francesco Giulio Farachi


“...I Màndala di Luca Soncini offrono un richiamo all'Art Brut europea a all'Action Painting americana, a quell'Informale del secondo dopoguerra che si esplica in una germinazione informe della materia e un segno figlio della gestualità. Quindi una dimensione austera e trascendentale, priva di molteplici chiavi di lettura, una sola direzione inequivocabile, invasiva e diretta quanto un pugno nello stomaco.”

“Sguardi2” di Paola Sereni

 

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